UNA FORMULA TOTALMENTE NUOVA E INNOVATIVA PER IL PREMIO SUZZARA  Il 2018 segna un anniversario importante per il Premio Suzzara, uno tra i più longevi premi d’arte in Italia; una lunga storia fatta di 49 edizioni e una collezione di oltre ottocento opere che dal 2002 sono ospitate dal Museo Galleria del Premio Suzzara.
Il Comune di Suzzara attraverso il Museo ha deciso di celebrare questo importante traguardo ripensando il Premio dalle sue fondamenta, proponendo una formula innovativa che non dimentica il suo passato glorioso.

Per la prima volta il Museo Galleria del Premio Suzzara invade le aziende per consolidare il rapporto tra il mondo dell’arte e quello dell’industria, coinvolgendo gli artisti e promuovendo la progettualità di cui l’arte contemporanea è capace.
La formula è molto semplice, ma senza precedenti: il Museo ha chiamato una serie di artisti a partecipare a questa sperimentazione, chiedendo loro di riflettere su una serie di parole chiave.
Gli artisti si sono immersi in un work in progress rendendo disponibili alle aziende i propri progetti e lavorando a nuove proposte che si formalizzeranno a partire da quest’anno.
Le aziende stanno scegliendo il progetto più affine alla propria vocazione d’impresa, decidendo di investire nella sua produzione.
Un rapporto quindi di collaborazione totalmente alla pari tra aziende, artisti e il Museo Galleria del Premio Suzzara, che da contenitore si fa contenuto e invade, nel vero senso della parola, le aziende e il territorio, promuovendo l’arte pubblica e site specific.
Le aziende e gli artisti stanno quindi trasformando il Premio Suzzara in un organismo fluido, basato su una pratica collaborativa e virtuosa, secondo il binomio ormai collaudato “lavoro e lavoratori nell’arte”.

Nel ruolo di mediatore tra artisti e eccellenze industriali della città la Galleria del Premio promuove questo progetto come potente veicolo di innovazione e integrazione tra la cultura d’impresa e la poetica artistica contemporanea.


Il logo del Premio Suzzara è realizzato da Giancarlo Norese.