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    Pensieri Pensi

    Laboratorio di alternanza scuola/lavoro a cura della Galleria del Premio Suzzara con la classe III del Liceo Artistico “Giulio Romano” di Mantova, sez. LF.

    Durata: 50 ore in 12 incontri, febbraio/aprile 2019, 18 studenti.



    I musei conservano documenti che, in generale, raccontano storie legate ad un territorio. Suzzara ha una storia agricolo industriale che giustifica la nascita di un premio d’arte nel 1948: si tratta del Premio Suzzara dal titolo “Lavoro e lavoratori nell’arte”. 900 opere documentano questo connubio tra lavoro e arte contemporanea con oltre settanta anni di storia. In un progetto di alternanza scuola/ lavoro al Museo ci è parso prioritario focalizzare una problematica particolarmente importante costituita dalla sovrapposizione di tre parole chiave: museo, archivio e arte contemporanea Partiamo dal presupposto che oggi siamo, più o meno, sempre connessi, bombardati da ogni sorta di informazioni e immagini. Abbiamo a disposizioni dispositivi che archiviano “tutto” dispensandoci dall’uso della memoria personale, mi verrebbe da dire di carne. Tra il distruggere o conservare tendiamo a non buttar via nulla. (Come non ricordare a questo proposito Funes, il personaggio di Borges, che, incapace di dimenticare muore schiacciato dai ricordi.) Quindi urgono “esercizi”, pratiche che ci allenino alla selezione, alla scelta ad una sorta di ecologia della mente che si traduce anche in una ecologia dello spazio in cui viviamo. L’arte contemporanea (es. Duchamp, Boltanski, Broodthaers, ecc.) attraverso operazioni di riassemblaggio e postproduzione ci offre molti suggerimenti su come far funzionare la memoria e dunque l’archivio in maniera attiva. Partiamo da una provocazione. Sottoponiamo i ragazzi alla visita di una nostra installazione composta da 1500 fotografie che abbiamo selezionato dall’archivio del Museo, riguardanti dieci anni di nostri laboratori con bimbi, studenti, adulti, profughi, utenti dei servizi psichiatrici ecc. Occupa una sala ampia. Le foto sono appese e calano sulle nostre teste. L’abbiamo chiamata, ispirandoci a Dante, “Stelle fisse”, per ribadire che pur nella consapevolezza di vivere in una “società liquida” abbiamo delle certezze: crediamo che gli aspetti formativi, didattici e di accrescimento culturale, ribaditi dall’Art.9 della nostra Costituzione, come ci ricorda Tomaso Montanari, siano gli elementi cardine di qualsiasi museo e mostra.  Il problema che ci troviamo di fronte è il seguente: dobbiamo, per motivi logistici, smantellare l’installazione. Che fare? Raccogliere tutte le foto e inscatolarle? Come? Con che criterio? Se tra cinquant’anni qualcuno volesse riallestire l’opera di che indicazioni avrebbe bisogno? Oppure, separando i materiali per la raccolta differenziata, potremmo decidere di buttare tutto, in quanto le foto sono state scaricate dal nostro archivio digitale che potrebbe teoricamente conservarle all’infinito per poter essere riutilizzate in ogni momento. Tutto molto complicato. I ragazzi sono frastornati. Dobbiamo partire da zero. Partiamo dall’etimo della parola museo che rimanda al verbo latino monere che significa ricordare, quindi, procediamo alla costruzione di un archivio con scaffalature per creare uno spazio fisico per la memoria e poi procedere con azioni “trasformative” sul materiale chiedendoci che cosa fare con quel che ci troviamo davanti e decidere. Per sollecitare questi interventi attiviamo le nostre pratiche laboratoriali consistenti, nel dipanare il museo come una matassa. Il museo è fatto di tanti fili: storie, linguaggi, artisti, opere, documenti. Sciogliere la matassa delle linee, ci insegna Deleuze, significa ogni volta tracciare una carta, cartografare, misurare terre sconosciute. Da questo momento partono tanti “pensieri pensi” come ha scritto uno studente, espressione che abbiamo adottato come titolo di questo laboratorio. 
    Sul canale Youtube del Liceo Artistico Giulio Romano (LiceoArtisticoMN Multimedia) è stato caricato il video di "pensieri pensi": https://www.youtube.com/watch?v=Tr_l_Vak5kM

    Buona visione.

    Laboratori a cura di: Claudio Cavalli, Luigi Curcio, Milena Gadioli, Marco Panizza
    Galleria del Premio Suzzara Segreteria: Nicoletta Cadallora; Conservatore: Marco Panizza; Servizio Civile: Vittoria Di Carlo.