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  • 50° PREMIO SUZZARA
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    • Novembre 2018
    Il Premio Suzzara in corso ha una struttura laboratoriale che coinvolge le aziende del territorio impegnate a produrre opere d’arte come bene comune allo scopo di caratterizzare attraverso l’arte contemporanea il nostro distretto industriale. Il Museo Galleria del Premio, le Imprese e gli Artisti sono i protagonisti di questa sperimentazione in corso da un anno e partita ufficialmente domenica 7 ottobre. Dopo la presentazione della panchina “Fannonnola” opera di Sabrina D’Alessandro prodotta da TEA sono in fase di realizzazione altri progetti.
    Sempre Sabrina D’Alessandro sta elaborando il video “ Parole suzzaresi” prodotto da Paxxion, agenzia di comunicazione di Suzzara. L’opera video si rifà alla splendida performance che il 7 ottobre ha aperto il cinquantesimo Premio Suzzara.
    Venerdì 9 Novembre è partito ufficialmente il progetto di Hannes Egger in collaborazione con l’azienda Realtrailer, distributore di rimorchi Krone.  Le parole chiave individuate dal gruppo di lavoro per il Premio a seguito delle visite nelle aziende, intorno alle quali si sono incontrati artista e azienda stessa sono: contenitore, movimento, spazio, vuoto, viaggio, movimentazione La proposta di Hannes Egger, artista concettuale, parte da una riflessione che individua nel Premio, sin dall’inizio nel 1948, la ricerca di un rapporto intenso col pubblico e il territorio.Un evento in particolare colpisce Egger: nel 1963 una selezione delle opere vincitrici delle edizioni dei vari premi succedutesi dal 1948 viene esposta a Parigi presso il Salon Populiste, ottenendo riscontri internazionali. Da qui l’idea di “metter in movimento” il Premio tramite l’allestimento di un museo dentro un rimorchio di Realtrailer al fine di raggiungere luoghi e persone diverse.  Venerdì, grazie alla collaborazione di Elisa Pigozzi, referente per l’azienda, che ha scelto il progetto e approfondito i problemi inerenti alla realizzazione con l’artista in vari incontri, sono stati coinvolti i dipendenti che hanno seguito la presentazione del progetto in video ad opera di Hannes Egger e che da adesso avranno il compito di selezionare le opere recandosi a turno, in orario di lavoro, presso il Museo, guidati dal sottoscritto in qualità di conservatore del Museo. La scelta delle opere insieme a materiali di archivio servirà come testo per la costruzione di bandiere che andranno a costruire un labirinto all’interno del rimorchio da percorre con l’utilizzo di apposite audioguide. Da ottobre Intertraco, azienda che nasce nel 1979 specializzata nella costruzione di trasmissioni meccaniche ed oleodinamiche, sta lavorando con l’artista Nataly Maier per la realizzazione del progetto: “Hand Map”. La scelta è stata orientata dalle parole chiave fornite dal gruppo di lavoro del Museo dopo la visita all’azienda: collegamento, mappa, spazio, trasformazione, controllo, stampa. Il progetto utilizza l’impronta della mano che forma una mappa immaginaria ed equivale ad un ritratto cifrato, ad una personalità. I titolari dell’azienda, hanno selezionato per la giornata del 16 ottobre scorso, alcuni dipendenti e insieme a loro si sono sottoposti al prelievo delle impronte da parte di Nataly Maier. Il risultato finale dovrà essere un quadro in tela o plexiglass. Si sta ultimando il progetto di Chiara Pergola realizzato dalla collaborazione tra JASS Punto Ghiaccio, azienda che dal 2005 produce, confeziona e distribuisce ghiaccio e BRAR Elettromeccanica, azienda specializzata in soluzioni integrate per alte correnti. Le parole chiave che hanno orientato le scelte sono: effimero, energia, fusione, temporaneo, trasparenza. Il progetto si chiama “Scripta Volant” e consiste nella realizzazione di una serie di lettere dell’alfabeto in ghiaccio con cui scrivere aforismi brevi “la cui impermanenza viene enfatizzata dal momento in cui si fondono al variare della temperatura della tavola su cui sono scritti”. Da vari mesi Chiara Pergola sta eseguendo prove con stampi diversi e diverse temperature di fusione. Gli esperimenti si tengono presso l’azienda Brar in un luogo predisposto allo scopo e su una tavola di rame fornita dalla ditta stessa. Mauro Aldrovandi, titolare di JASS è stato tra i primi imprenditori insieme ai fratelli Arioli di BRAR ad accogliere il progetto del Premio Suzzara con entusiasmo. Entro fine novembre si terranno le riprese video delle “azioni poetiche” che rimarranno come documentazione di un percorso straordinario.  L'opera di Carla Della Beffa per la Sole Suzzara, azienda che fornisce componenti in plastica per esterno e interno dei veicoli IVECO, nell'ambito del Premio Suzzara si intitola “Fuoco, Aria, Acqua, Terra”. E’ una serie fotografica che riconduce il lavoro dell'azienda, dalle materie prime alle persone, ai fondamentali: i quattro elementi dell'alchimia, cioè della scienza e della medicina antica. Durante la ricerca, l'artista ha sottoposto a due sondaggi con i lavoratori una serie più estesa di fotografie, per arrivare insieme alla selezione finale. Le foto scelte saranno stampate in medio formato e saranno esposte alla Galleria del Premio e in azienda, ma sono anche riprodotte e stampate in formato ridotto: un omaggio dell'azienda e dell'artista per tutti i dipendenti. Il 30 novembre, dalle 9 alle 22 circa, Carla Della Beffa firmerà le 200 copie stampate, aggiungendo il nome di ogni lavoratore, in modo da riuscire a coprire tutti i turni e interagire, seppure brevemente, con ciascuno di loro. Tutto il progetto mira a coinvolgere le persone, ma la performance ottiene anche di rendere più esplicite le affinità fra lavoro artistico e lavoro produttivo che è nel tema natale del Premio Suzzara: Arte, Lavoro, Industria.  Altri progetti sono in corso di svolgimento, abbiamo visitato nuove aziende e altre ci hanno chiesto di partecipare alla sperimentazione del Premio Suzzara, altri artisti intendono aderire. Entro fine anno intendiamo uscire con una rivista che documenterà tutto quello che sta avvenendo: si chiamerà “il p.” con sottotitolo “Bollettino a periodicità stocastica a cura del Premio Suzzara”. Sembra proprio che il vitello abbia preso il volo.


    Marco Panizza